Con il suo prezioso violoncello "Maggini" dei primi del Seicento, appartenuto a Franco Rossi, Mario Brunello torna a "Pietrasanta in Concerto" mercoledì 30 luglio con un concerto imperdibile che lo vede a fianco di Yuri Bashmet (viola e direzione) e dei Solisti di Mosca.
Nella sua vita artistica Brunello riserva ampio spazio a progetti che coinvolgono forme d'arte diverse (letteratura, filosofia, scienza, teatro), integrandoli con il repertorio tradizionale. Interagisce con attori e musicisti di altra estrazione culturale, quali Uri Caine, Paolo Fresu, Marco Paolini, Gianmaria Testa, Moni Ovadia e Vinicio Capossela. Attraverso nuovi canali di comunicazione cerca di avvicinare il pubblico ad un'idea diversa e multiforme di fare musica, creando spettacoli interattivi.
Nel 1986 Brunello è il primo artista italiano a vincere il Concorso Caikovskij di Mosca che lo proietta sulla scena internazionale.
Viene invitato dalle più prestigiose orchestre, tra le quali London Philharmonic, Munich Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Mahler Chamber Orchestra, Kioi Sinfonietta, Orchestre National de France, London Symphony, NHK Symphony di Tokyo, Filarmonica della Scala, Accademia di Santa Cecilia; lavora con direttori quali Valery Gergiev, Yuri Temirkanov, Riccardo Chailly, Vladimir Jurowski, Ton Koopman, Antonio Pappano, Riccardo Muti, John Axelrod, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung, Seiji Ozawa e Claudio Abbado.
Brunello si presenta sempre più di frequente nella doppia veste di direttore e solista dal 1994, anno di fondazione dell'Orchestra d'Archi Italiana, con la quale ha una intensa attività sia in Italia che all’estero. Nell’ambito della musica da camera collabora con celebri artisti, tra i quali Gidon Kremer, Martha Argerich, Frank Peter Zimmermann, Yuri Bashmet, Maurizio Pollini, Andrea Lucchesini, Valery Afanassiev e i Quartetti Borodin e Alban Berg.
Importante anche la sua produzione discografica ed i riconoscimenti legati alle sue interpretazioni musicali, dove spiccano le Suites di Bach, che gli sono valse il Premio della Critica 2010.