Si è chiuso alla grande ieri sera il festival "Pietrasanta in Concerto", con al pianoforte padre e figlia Berezovsky che il pubblico, con i continui applausi, sembrava non voler far uscire di scena. Ci sono voluti ben 15 minuti di bis con varie suite per pianoforte a quattro mani di Debussy, Bizet e di nuovo Debussy prima che terminasse definitivamente il concerto e di conseguenza calasse il sipario sulla settima edizione di questo festival internazionale.
La serata si era aperta con il gruppo vocale "I Profeti della quinta" che hanno eseguito alcuni canti rinascimentali a cappella, poi è proseguita con il clarinetto di Dionysis Grammenos con le danze popolari di Lutoslawsky ed un'intensa interpretazione del concerto per archi di Nino Rota da parte de "I Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino" diretti da Domenico Pierini.
Nella seconda parte è stata la volta del concerto n. 2 di Chopin con Evelyne Berezovsky che dopo i primi due movimenti sta per iniziare anche il terzo ed ultimo, mentre il pubblico si stava chiedendo se Boris avesse suonato oppure no, visto che dopo Chopin non era previsto nessun altro pezzo. Evelyne inizia anche il terzo ed ultimo movimento quando irrompe sul palco il direttore artistico Michael Guttman che interrompe l'esecuzione portando i fiori alla giovane pianista e andando fra il pubblico a cercare e prendere per mano il padre Boris invitandolo, anzi... costringendolo, a sedersi al pianoforte... Naturalmente era una gag, un modo ironico per presentare il grande Boris Berezovsky che con maestria ha eseguito così l'ultimo movimento, l'allegro vivace, del concerto.
Dopo i bis, di cui abbiamo già parlato, applausi per tutti, applausi per un festival che riesce a portare in Toscana, a Pietrasanta (Lu), i migliori talenti mondiali della musica, grazie al lavoro instancabile del violinista e direttore artistico Michael Guttman e del direttore amministrativo Charles Brandt.